| Il rebus tursitano |
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Il rebus tursitano A cosa si è ridotta la rappresentanza politica a Tursi? Leggo delle elezioni dei rappresentanti del Pd comunale e dei delegati all’assemblea provinciale e, scorrendo i nomi (tra eletti e non eletti), noto un limite politico che non promette niente di buono. Mi rendo conto che, pur di riempire le liste, si è cercato di “inserire” parenti ed amici e che le varie anime (sinistra e centro) sono talmente indistinguibili da far pensare ad un soggetto privo di radici (anche se spero non sia così). L’errore di fondo che si compie in queste circostanze è quello di “chiusura” verso le nuove leve e di “inquinamento” da parte di componenti politiche ben distinte ed estranee al Pd. Da lontano vedo un limite all’effettivo decollo del Pd a Tursi. Probabilmente mi sbaglio, e sarei felice di riconoscerlo, ma non vedo l’utilità di far eleggere i congiunti degli amministratori negli organismi politici del nascituro partito lasciando tra i non eletti persone valide e meritevoli di ben altra considerazione. La cecità politica regna sovrana. Il metodo Mastella, evidentemente, fa scuola anche tra i suoi interessati denigratori. L’accaparramento di poltrone, da parte di qualcuno che conosco per esperienza diretta, è a dir poco sconcertante. E poi, cosa se ne fa di tutti quegli incarichi? Quali benefici portano al proprio paese? Quando per la sete di poltrone uno travolge inesorabilmente le amicizie e le comuni militanze politiche vuol dire che non ha niente da dire, non ha un valore ma solo un prezzo! Cosa spinge, poi, un militante di un partito a partecipare (di fatto inquinandole) alle votazioni di organismi di un altro partito? Cosa c’è di utile, di razionale, di politico in tutto ciò? Sono domande a cui non riesco a dare risposta. Come non riesco a dare risposta razionale a quella bizzarra situazione che vede due candidati sindaci contrapposti in campagna elettorale, contrapposti in Consiglio comunale e facenti parte di uno stesso partito. Per fare cosa? Possibile che nessuno veda questa bizzarria tursitana, tutta nostra? Possibile che non si veda la mancanza di prospettiva politica? Che fine hanno fatto i principi e gli ideali? Che fine ha fatto la coerenza tra il pensiero e l’azione? Che fine ha fatto l’orgoglio di appartenenza e militanza politica? Quale messaggio si invia alle nuove generazioni? Possibile che la sete del potere rovini persone che, nel loro privato sono stimabili e nel loro agire politico diventano a dir poco deplorevoli? Questi atteggiamenti sono il più grande aiuto che si possa dare alla destra! Mi sono lasciato andare a questo sfogo perché dispiace constatare che a Tursi non c’è più spazio per una sana dialettica politica ma solo per opportunismi di bassa lega. Speriamo che con il tempo le cose si aggiustino e che il Pd finalmente decolli anche a Tursi con il contributo dei giovani e con propositi che tendano al bene collettivo. Voglio essere fiducioso ed auguro a quanti (ve ne sono tra gli eletti e non) nel Pd vogliono dare il meglio di se stessi nell’interesse della collettività. Invito i non eletti a non gettare la spugna ed a tenere presente che la partecipazione al partito non è riservata a chi ricopre incarichi e cariche ma a tutti coloro che ne condividono il programma e gli ideali. Sono idealmente dalla vostra parte. Coraggio!
Reggio Emilia, 28 gennaio 2008 |
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