|
Coerenza, transumanza e camaleontismo In seguito alla pubblicazione dei candidati ufficiali alle prossime elezioni provinciali vorrei fare alcune considerazioni pur senza entrare nel merito dei singoli casi. La cosa che mi colpisce è che (ma non è la prima volta) si scopre l’appartenenza ad un partito solo “dopo” la candidatura “conquistata”. Per essere chiari, si aderisce (forse (!)) ad un partito “previa” candidatura e non “dopo” una sia pur breve militanza. Stranezze tursitane! In genere prima si ara un campo, poi si semina e si raccoglie. Che si possa raccogliere in un campo in cui non si è seminato rimane una audace irrazionale bizzarria. L’esito tragicomico della fine dell’ultima amministrazione ad opera di soggetti appartenenti allo stesso partito è sotto gli occhi di tutti. E’ chiaro che chi, affetto da un certo strabismo, ha belligerato in casa propria non può poi certo ritrovarvi alleati al momento di future competizioni. La propria platea di potenziali elettori si riduce a pochi amici di cordata ed alla generalità degli elettori a cui attingono tutti gli altri candidati. Se i due ex sindaci fossero stati antagonisti leali nello stesso partito l’attuale scenario sarebbe del tutto diverso per chi di loro avesse rappresentato il partito in questa fase. Ma così non è stato, anzi, hanno avvelenato i pozzi pensando di non doversene più servire. Uno dei due, con poco invidiabile tempismo, ha cambiato addirittura partito (ed è andata già bene che si posizioni nello stesso schieramento!). Che senso ha? Perché riproporre sempre e comunque la propria candidatura e non adoperarsi per gli altri e per alternative più condivise? Quando si sega il ramo su cui si è seduto il risultato è scontato. O meglio “chi semina vento raccoglie tempesta”. Detto ciò auguro a tutti (indistintamente) di conseguire un buon risultato e di mettere a disposizione del rispettivo partito l’impegno e la militanza futura, indipendentemente dalla propria elezione o meno. Sono tutti legittimati ad ambire al più ampio consenso in ragione delle proprie capacità e delle proprie aspettative. I veterani, pur essendo apparentemente avvantaggiati per l’esperienza, hanno qualche ostacolo in più da superare per il fatto che il loro trascorso politico non è privo di criticità e non sempre è stato vissuto nel partito che lo candida. Certo la militanza e la coerenza dovrebbe premiare, ma anche le caratteristiche personali, il carattere, il contesto sociale, le competenze e l’esperienza giocano un ruolo determinante. Vedo giovani capaci che potrebbero giocarsi la partita in modo dignitoso e vincente. Sono tutti, beninteso, brave persone, ammirevoli per la determinazione ed il coraggio di mettersi alla prova in un momento difficile per i partiti e di mutazioni frenetiche in campo politico e sociale. A tutti consiglierei di proporsi con spirito costruttivo tralasciando battibecchi settari ed astiosi che non portano a niente di buono durante la breve campagna elettorale ma lasceranno sicuramente danni per il “dopo”. Del resto, cosa hanno prodotto le liti e le azioni legali incrociate che hanno compromesso il tessuto politico e (forse) sociale degli ultimi mesi? La politica è bella se fatta con passione, lealtà e coerenza, facendo valere le proprie ragioni su quelle degli altri ma sempre nel reciproco rispetto. A parte qualche eccezione, quasi tutti i candidati e/o i supporter impegnati in questa competizione provinciale si ritrovano in partiti diversi rispetto ad appena un paio di mesi fa e, per qualcuno, addirittura a qualche giorno (o addirittura qualche ora!) prima della candidatura (!). Il messaggio dato ai più giovani non è molto edificante e può indurre molti a credere che la politica è questo e/o “solo” questo. Non è così! In politica la coerenza, il rispetto e la lealtà verso l’avversario pagano sempre. Quando la politica finisce dovrebbe rimanere l’amicizia e non il rancore. I cittadini non devono essere costretti a schierarsi “contro” ma “a favore” di qualcuno. Tursi in questa occasione (e credo sia la prima volta) ha un candidato alla presidenza della provincia per lo schieramento di centrodestra. E’ un professionista eccellente, una persona perbene, un amico di tutti, che crede fermamente nell’impegno e nella militanza politica. A Tursi potrebbe essere avvantaggiato dal campanilismo e, se vincerà, saprà essere all’altezza del suo ruolo. Se non ce la farà sono certo che non avrà rancore nei confronti di nessuno. Le donne candidate hanno dimostrato in passato impegno politico e serietà, hanno esperienza e professionalità. Gli “ex” sindaci, assessori e consiglieri sono attrezzati per poter “far bene” forti dell’esperienza professionale e amministrativa, delle relazioni e competenze che comunque potrebbere mettere in campo a servizio (speriamo) della collettività. I più giovani hanno energie e (spero) volontà di impegnarsi, comunque vada a finire, a costruire una società migliore di come l’hanno ereditata. La probabilità di essere eletti è, in partenza, uguale per tutti. Gioca un ruolo determinate lo schieramento vincente e il numero di consiglieri che il proprio partito riuscirà a conseguire. Chiaramente varrà la percentuale di voti conseguiti nel proprio collegio rispetto ai candidati dello stesso partito in altri collegi. Questa volta i giochi sono aperti per tutti. E, con molte probabilità, ci saranno sorprese. Ma qualcuno potrebbe entrare papa e uscirne cardinale! Tursi ha potenzialità per esprimere almeno due consiglieri (cosa già avvenuta). Ai candidati dello schieramento di centrosinistra consiglio di non polemizzare con i propri alleati di coalizione ma usare il proprio impegno a convincere i potenziali elettori della parte avversa. Altrimenti sarà estremamente difficile in seguito rimanere alleati e collaborare per un comune obiettivo. Auspico pertanto un ottimo risultato del centrosinistra, ed in particolare del Pd per potersi predisporre nel migliore dei modi alla guida della coalizione per la prossima tornata amministrativa comunale. A tutti: “in bocca al lupo”. Reggio Emilia 16 maggio 2009 Alberto Romano
|