|
“Incipiente processo autolesionistico” (Cosa vuol dire?) A Tursi, contro ogni logica, l’acqua che passa sotto i ponti sembra essere sempre la stessa. Visitando quotidianamente la stampa locale e i siti internet apprendo che la ‘’battaglia’’ per accaparrarsi il PD (la cui nascita effettiva è di là da venire) è questione più filosofica che pratica. Si sprecano preziose energie per farsi reciprocamente del male. Mi chiedo quando si avrà il tempo per costruire. Il neo eletto segretario del PD di Tursi giustifica la massiccia assenza di componenti del direttivo dichiarando tra l’altro: “… alcuni di essi per motivi di studio, lavoro o perché legittimamente nel frattempo si sono allontanati dal partito, erano assenti alla votazione del segretario.” Un componente del direttivo presente, ma non partecipante alla votazione, sostiene: “… non c’è speranza di un loro cambiamento, ma solo un salto mortale triplo con avvitamento nel vuoto politico, di se stessi. Chi è causa del suo mal…” (!). E ancora“…non sarà certo Salvatore C. a traghettare il PD locale verso l’auspicato e ineludibile rinnovamento, per evitare un incipiente processo autolesionistico. …” (!) Chiedo: Se c’era un nome alternativo, perché non si è candidato? La vita dei partiti è fatta di votazioni, di vittorie e di sconfitte, ma sempre di competizione alla luce del sole, non certo di dietrologia sterile. Gli assenti non hanno quasi mai ragione! Possibile che non si riesca per un attimo ad operare in positivo, a utilizzare le proprie idee e a condividerle anziché demolire in partenza qualsiasi iniziativa altrui? Ci vedo lo zampino dei soliti ventriloqui e burattinai che amano operare per mano altrui per raggiungere scopi personali. Sono quelli che non amano fare lavoro di squadra ma mirano a raccogliere i frutti dagli alberi che altri scuotono inconsapevolmente. E’ stato eletto un segretario e questa per me è già una buona notizia. Occorrerebbe dargli una mano e lavorare insieme nell’interesse del partito per sconfiggere la destra. Invece ci si azzanna per una candidatura alla provincia (ora) altrimenti si candida un figlio o un fratello o un parente con un altro partito. (!) Se fossi a Tursi certamente sosterrei il Segretario, che conosco personalmente, ma di cui politicamente so poco. Non ha esperienza, ma sicuramente ne avrà col tempo. Avrebbe bisogno di una mano, da parte di chi ha qualche esperienza in più, a costruire il partito che non c’è e, se si saprà lavorare insieme, tra un anno i risultati ci saranno. Il fatto che sia un ex non è un aggravante. Considerato che tutti i partiti attuali hanno pochi anni di vita, siamo tutti ex! Qualcuno è nato fascista, poi è stato democristiano, socialdemocratico, radicale, socialista, laburista, e non so cosa sia oggi, forse Dipietrista. Io stesso sono stato socialdemocratico e poi mi sono iscritto al PCI (quando c’era la corsa ad iscriversi al PSI craxiano), PDS, DS ed ora PD. Il problema non è essere un ex, ma piuttosto mettere a disposizione la propria esperienza per gli interessi della collettività. L’anomalia è stata la massiccia mercenaria affluenza alle primarie. Ma di questo ho già scritto all’epoca (Il rebus tursitano). Non si può usare il parente stretto per conquistare un organismo politico, né utilizzare forze esterne alla causa senza scontare il fallimento che è sotto gli occhi di tutti. Le lamentele verso i dirigenti provinciali sono fuori luogo. I problemi sono stati creati a Tursi ed è qui che vanno risolti. I dirigenti provinciali sono stati sempre sordi (e io ne so qualcosa) ma non sono stati loro a “portare a votare” alle primarie cittadini dichiarati neofascisti, forzaitalioti, sedicenti socialisti, ecc … senza tacere dell’elezione di parenti e congiunti nel comitato direttivo. Ecco perché “… alcuni di essi per motivi di studio, lavoro o perché legittimamente nel frattempo si sono allontanati dal partito”. (!) Cosa ci si aspettava da una simile semina? Da quella suicida, fratricida e sbagliatissima lotta che ha portato al commissariamento del Comune ad opera di “fuoco amico”? La gente conosce i veri motivi che hanno determinato la battaglia per lo scioglimento del Consiglio comunale? No! Quali interessi comuni potevano avere i dimissionari? Nessuno! Le battaglie vanno fatte in Consiglio comunale non nelle aule dei tribunali. E poi, siamo proprio sicuri che il problema fosse l’ex sindaco? Che fosse lui dalla parte del torto? Per quanto ne so, penso proprio di no! Mi fermo qui, riprendendo quanto dichiarato da Luciano: “… non c’è speranza di un loro cambiamento, ma solo un salto mortale triplo con avvitamento nel vuoto politico, di se stessi. Chi è causa del suo mal…” (!) Questa frase, semmai, la indirizzerei a quei burattinai che studiano da sindaco e , nel frattempo, “lavorano alle spalle” e sparano lasciando sempre le impronte degli altri. Reggio Emilia, 02 maggio 2009 Alberto Romano
|