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Errare è umano, perseverare è diabolico! La storia infinita del tentativo di scioglimento del Consiglio comunale di Tursi ha ormai preso le sembianze di un’opera teatrale tragicomica in cui tutti gli attori interpretano una parte che ognuno ha cucito su se stesso. Premetto alcuni stralci (i più emblematici) della risposta del Governo ad un’interrogazione scritta del Sen. Cosimo Latronico. La risposta del Sottosegretario Sen. Michelino Davico: …<<Ciò premesso, quest’Amministrazione non può adottare alcun provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale, ai sensi dell’articolo 141 del Testo unico degli Enti locali, anche perché non si è mai raggiunto il quorum utile per lo scioglimento del Consiglio comunale, che il citato articolo prevede - metà più uno dei membri dell’organo consiliare- >>. Insomma, il Governo ha risposto in modo chiaro che non si sono verificate le condizioni per lo scioglimento del Consiglio. La replica del Sen. Cosimo Latronico: <<… Si è in presenza di una dimissione della maggioranza dei consiglieri comunali, 9 su 16. Tra l’altro, si sono dimessi non una volta ma più volte, finalizzando le loro dimissioni non alla surroga, come in realtà è accaduto, ma allo scioglimento del Consiglio comunale. …Nel frattempo resta il fatto che il Consiglio comunale, con tutto il rispetto che merita l’Assemblea elettiva, non è rappresentativo dell’elettorato. Governano coloro che non sono stati eletti a governare. … L’istituto delle dimissioni, finalizzato allo scioglimento del Consiglio comunale, non consente la surroga dei consiglieri. …>>. Il nostro emerito rappresentante lucano non gradisce ed asserisce (non si sa bene in base a quali principi giuridici) che l’attuale Consiglio non è rappresentativo dell’elettorato. Sapete perché? Perché la “volontà” dei dimissionari - che si sono dimessi più di una volta(!) – era finalizzata allo scioglimento del consiglio e non alla surroga. Evidentemente il nostro senatore fa un po’ di confusione tra “volontà” ed “efficacia” di atti formali che hanno il potere di produrre conseguenze per tutti i cittadini. Le dimissioni di un consigliere comunale, secondo vigenti leggi, si presentano (correttamente e formalmente) una “sola volta”, sono irrevocabili e di conseguenza non ripetibili. Ma a volte “volere” non vuol dire necessariamente “ottenere”. Per colpire un bersaglio non basta solo sparare. Se il cacciatore sbaglia il primo colpo la preda corre ai ripari e non aspetta ingenuamente un secondo colpo. In quanto alla rappresentatività vorrei ricordare ad un “nostro” rappresentante lucano in Senato che molti non si sentono da lui rappresentato (e tra questi io) ma che, comunque, lui continua a rappresentare. Questa è la democrazia! Democrazia che potrebbe traballare e soccombere se il Governo applicasse (più di quanto non lo faccia già) “modalità meno burocratiche” per porre “correttivi” al responso elettorale. Infatti, sempre il Sen. Latronico continua e precisa nella sua: … << Mi permetto dunque, anche con una certa enfasi, di affidarle il compito di individuare, secondo modalità meno burocratiche, un correttivo che ponga fine all’intera vicenda >>. Ci rendiamo conto del livello raggiunto dalla pseudo-politica e dello scarso rispetto dell’intelligenza dei cittadini elettori? Il Consiglio comunale di Tursi è legittimo per tantissimi motivi, che sarebbe offensivo nei confronti di un senatore elencare, ma proviamo a citarne soltanto alcuni: ci sono il Sindaco, la Giunta, il Consiglio con i suoi rappresentanti (minoranza e maggioranza) negli Enti sub-istituzionali e territoriali. A questo si aggiunga che i consigli si svolgono con regolari verbali e deliberazioni, si approva il bilancio, si evita il dissesto finanziario, si rispettano i patti di stabilità, ecc… Ma questo evidentemente non basta ai signori rappresentanti del cosiddetto popolo delle libertà? Meno burocrazia e più fantasia! Meno notizie, più spettacolo, meno fatti, più propaganda! Lasciamo lavorare l’Amministrazione e, se farà bene verrà confermata, se farà male verrà sostituita così come vorranno i cittadini. Auguriamoci, piuttosto, che i nostri rappresentanti in parlamento utilizzino meglio il proprio tempo nell’interesse della regione e sostanzialmente dell’intero Paese. Chiediamo molto? Reggio Emilia, 14-02-2009 Alberto Romano
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